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Utente: PaulTRICHECO
Il Tricheco è il nuovo che avanza, un gruppo forte e con obiettivi ben chiari.. ne faranno di strada (Repubblica) .... Sono più fastidiosi di Luttazzi invitato dalla Guzzanti ad un programma di Santoro (Libero)

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giovedì, 29 settembre 2005


postato da: PaulTRICHECO alle ore 14:02 | link | commenti (7)
categorie: politica
martedì, 27 settembre 2005

Chi meglio di un "pastore tedesco" a far da guardia ai segreti della pedofilia nella chiesa?

Papa Ratzinger, i pedofili e quelle "dimenticanze" dei giornali italiani. Migliaia di pagine scritte su Papa Ratzinger. Entusiasmo a scansione quotidiana. La prima passeggiata. La prima messa. La prima udienza. La prima decisione.

Neppure una riga sulle ultime righe di una lettera scritta nel 2001 da Ratzinger cardinale, nonché prefetto della Congregazione per la fede, ex Sant'Uffìzio, dove si ordinava ai vescovi di tutto il mondo, pena la scomunica, il segreto da opporre alle inchieste giudiziarie sui preti pedofili. Investigare in silenzio. Archiviare. Secretare. La storia venne rivelata dai giornali di tutto il mondo. Il Vaticano cercava di arginare l'inchiesta sul potentissimo Maciel Degollado, messicano, fondatore dei Legionari di Cristo, accusato di pedofilia dai suoi ex allievi. Il processo si era aperto in Texas nel 1997. Pubblici persino alcuni stralci di testimonianze, come quella di padre Juan, ex seminarista di Degollado: «Quante volte mi svegliava nel cuore della notte e abusava della mia innocenza. Notti di paura, notti di assoluto terrore». Ratzinger scrisse (con perfetto rigore) che «casi del genere sono soggetti al segreto pontificio». Scrisse che si sarebbe dovuta aspettare la maggiore età delle vittime e poi altri 10 anni prima di rivelare le accuse. Raccomandava cautela. Minacciava scomuniche. Secondo l'avvocato texano Daniel Shea, si trattava di indicazioni così perentorie da costituire un «intralcio alla giustizia», reato che la legge americana considera assai grave. L'intera storia, non ancora conclusa e lentissima negli sviluppi, è tornata a galla in questi giorni sui giornali britannici. Accresciuta in ragione degli eventi e dei protagonisti. Ratzinger è diventato Papa. I Legionari di Cristo hanno moltiplicato il loro potere insidiando persino quello dell'Opus Dei. La pedofilia dentro la Chiesa è un problema rimosso. Il danno si perpetua. Eppure sui devoti fogli italiani nulla di nulla (a eccezione dell'Unità). Nonostante lo spazio, e l'attenzione per certi versi maniacale. Come valesse davvero per tutti: investigare in silenzio, archiviare, secretare.

http://www.indicius.it/religioni/ratzingher_pedofilia.htm (articolo completo)


postato da: PaulTRICHECO alle ore 14:03 | link | commenti (7)
categorie: società

www.radicali.it
Roma, 20 settembre 2005

 Il Dipartimento di Stato americano ha accolto oggi la richiesta, avanzata dalla Nunziatura apostolica, di concedere l’immunità diplomatica a Joseph Ratzinger in quanto capo di uno Stato sovrano. Il provvedimento è stato adottato in seguito al coinvolgimento dell’attuale Papa Benedetto XVI in un processo civile per pedofilia in corso dal gennaio 2005 a Houston in cui Ratzinger era stato chiamato a rispondere di disposizioni da lui emanate nel 2001 e volte a sottrarre alla giustizia i preti responsabili di violenze sessuali, anche su minori.


postato da: PaulTRICHECO alle ore 11:09 | link | commenti (3)
categorie: società
lunedì, 26 settembre 2005

1000 PENSATE CHE NUMERO ... 1000!!!

DEVE ESSERE SOLO L'INIZIO... FATE GIRARE LA VOCE

http://tricheblog.splinder.com/


postato da: PaulTRICHECO alle ore 15:45 | link | commenti (1)
categorie: humor
giovedì, 22 settembre 2005

“Chi ama l’India lo sa: non si sa perché la si ama. E’ sporca, povera, infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa, indifferente. Eppure una volta incontrata non se ne può fare a meno. In nessun altro posto del mondo la contrapposizione degli opposti – bellezza e mostruosità, ricchezza e povertà, antichità e modernità- è così drammatica, così sfacciata come in India.” Così Tiziano Terzani descrive l’India nel suo libro “Un altro giro di giostra”. Ero su un autobus-trabiccolo, dopo aver assistito ad un ernia inguinale e ad un appendicectomia pur non essendo io né medico né infermiera, il mio viaggio nel West Bengal stava volgendo al termine e una domanda mi assillava. Cosa avrei detto a chi, una volta tornata, mi avesse chiesto com’è l’India? Guardai fuori dal finestrino. In un grande campo verde di riso tutto contornato da alte palme c’era una donna, come tante ne avevo viste fino a quel momento, che tornava a casa dopo una giornata di lavoro. Allora capii quale sarebbe stata la mia risposta. Avrei raccontato che l’India è meravigliosa e orrenda allo stesso tempo. E’ come una donna nel suo coloratissimo saree, coi piedi sporchi e nudi ma con tutti i simboli dell’induismo in ordine (braccialetti bianchi e rossi a entrambi i polsi, striscia rossa sulla testa, piedi colorati di rosso sulla pianta, capo coperto dal saree); con in testa un carico enorme di raccolto che solo Dio sa come fa a trasportare, ma con la schiena dritta, fiera di portare quel peso, sorridente e gioiosa nel salutarti. Gentile e forte. Discreta e sfacciata. Moderna e antica. Bella, semplicemente meravigliosa. L’India è uno stile di vita, la cui essenza si racchiude in una frase, che è il motto dei milioni di disperati che affollano le strade di Calcutta :“to live the worst like it was the best”, vivere tutto ciò che c’è di orrendo nella nostra vita come se fosse la migliore cosa che ci possa capitare. Stavamo arrivando in città col treno dai villaggi. Il paesaggio cambia radicalmente e come succede da noi, la campagna verde e ricca di colori scompare per lasciare spazio a palazzi grigi e strade ancor più cupe: è l’inurbamento selvaggio. La differenza è che Calcutta prima ancora che con le costruzioni urbane ti accoglie con grandi baraccopoli, una sorta di limbo o purgatorio. Il treno rallenta perché piano piano si avvicina alla stazione e a ridosso della ferrovia un ammasso di acciaio, sacchi della spazzatura e copertoni di gomme, sterco di vacca e canne di bambù, forma una distesa di “case”. L’odore è nauseante. Niente fogne, montagne di spazzatura ad ogni angolo, animali e uomini si mescolano e si confondono. Sono davvero tanti i sentimenti che uno scenario del genere può suscitare in noi e i miei furono a primo impatto di sgomento e rigetto, voglia di piangere per una miseria che avvertivo incolmabile e rabbia per il senso di impotenza. Al quadro però mancava un particolare. Nel frastuono del treno e delle voci della gente, ho sentito risa di bambini che giocavano con degli aquiloni colorati. Allora il cuore sussulta, vacilla, rimane disorientato e si chiede come si possa essere felici in quelle condizioni. Negli occhi e nei sorrisi della gente di strada traspare una voglia di vivere ed una ricchezza interiore che hanno rotto tutti i miei schemi, che mi ha spogliata della ricchezza materiale così futile e lasciata disarmata di fronte ad una serenità nella povertà che era molto più grande di me. Bambini senza più genitori costretti a rovistare nell’immondizia in cerca di qualcosa da rivendere. Intere famiglie ai bordi della strada con la sola strada come dimora fissa e una speranza futura che non va al di là del giorno seguente. Uomini divorati dalla lebbra quando non mordicchiati dai topi. Ognuno con la sua storia, ma con pochi sogni nel cassetto se non quello di poter vivere, nel pieno senso della parola, eppure ognuno con un sorriso e un saluto per te, che hai tutto, ma che da buon occidentale vorresti sempre di più. Un di più che togli a loro. Persa nei mille volti dei “più poveri tra i poveri” (come Madre Tersa amava definire quei figli di Dio nostri fratelli) a Calcutta mi sono scoperta povera anch’io, ma di una miseria diversa. Loro senza cibo per lo stomaco, io senza cibo per l’anima. Povera agli occhi di Mira, una bellissima bambina di strada di sette anni. La incontriamo e si lancia tra le braccia di uno dei volontari che era con me, lo scruta incuriosita e poi gli chiede se gli compra un po’di cioccolata. All’inizio esitiamo. La cioccolata infatti non è proprio il bene primario più necessario per vivere. Lei però insisteva e così abbiamo ceduto. Solo dopo abbiamo capito il perché di questo “sfizio”. Aveva la barretta in mano, ma non l’apriva. “Perché non la mangi?”, le abbiamo chiesto; e lei con la luce negli occhi ha risposto: “Also you”, “Anche voi”. Così ha aperto la cioccolata e ce ne ha dato un pezzo ciascuno. Mai come allora ho sentito nel cuore un sentimento così profondo di spontanea condivisione fraterna. La povertà spirituale si manifesta oggi nelle nostre città in mille forme di solitudine: figli che ammazzano i genitori e genitori che ammazzano i figli; amici che si ammazzano tra loro. La corsa al successo, ad avere sempre più soldi senza capire che quello ci si lascia dietro in questa folle corsa è il nostro cuore e la linfa vitale che lo mantiene vivo, cioè la gioia dell’incontro con l’altro. Ragazzine così magre e tristi perché stanche del troppo mangiare. Proprio a loro pensavo vedendo le coetanee indiane magrissime con un solo pasto sullo stomaco magari da due giorni e con alle spalle una giornata di duro lavoro, comunque contente. Anche questo è India, colori, suoni, odori; migliaia di volti, migliaia di sorrisi. Bellezza e mostruosità, ricchezza e povertà e poi ancora sorrisi.

LUCIA


postato da: PaulTRICHECO alle ore 19:16 | link | commenti (6)
categorie: pensieri, società

Quale democrazia?

Noi occidentali crediamo di avere il privilegio e il merito di vivere in paesi democratici; ma cio' e' vero? Siamo davvero sicuri di far parte di stati veramente democratici? la democrazia, nel suo significato piu' puro, sottende che il potere sia direttamente nelle mani del popolo. Tralasciando questa definizione che sa troppo di classico e aggiornandola in chiave piu' attuale, ci si accorge subito che c'e' qualcosa che non funziona a dovere. L'aggettivo democratico dovrebbe addirsi ad un governo che agisce in nome ma soprattutto "per" il popolo, al di la' di tutte le sue connotazioni ideologiche. Ma e' davvero quello che succede? Quand'e' che possiamo veramente prendere parte alle decisioni che ci riguardano? Dovremmo porci tutti queste domande. le risposte d'altro canto sono fin troppo semplici. La possibilita' per i medi cittadini di influire sulle scelte che li toccano e' praticamente nulla. O meglio, puo' essere associata ad ambiti troppo ristretti per essere ritenuta davvero importante. La vita decisionale dei cittadini si esaurisce al momento del voto o, nelle situazioni piu' rosee, nelle sporadiche consultazioni referendarie. E' questa liberta'? E' questa padronanza del proprio futuro? Il delegare qualcuno a governare formalmente in nostro nome e' sufficiente? spesso poi le divergenze tra il popolo e chi lo governa assumono dimensioni ancora piu' preoccupanti. Questo accade quando i governanti, proteggendosi dietro lo scudo della "ragion di stato" operano in modo troppo spesso contrastante con gli interessi dei cittadini. Fino a che punto la giustizia sociale potra' essere sottostimata a favore del prestigio o del progresso di una nazione? per esserci vera democrazia ci dovrebbe essere almeno l'ascolto costruttivo delle opinioni di tutti, specie se espresse in modo compatto e massiccio come in quest'ultimo periodo. Il bene dello stato deve essere innanzitutto il bene dei suoi cittadini, e devono essere i cittadini stessi ad essere gli artefici della propria fortuna e, perche' no, della propria sfortuna. Certo, anche della propria sfortuna, perche' non e' detto che la volonta' popolare sia sempre giusta o utile, deve comunque essere ascoltata. concludendo voglio sottolineare che le scopo di questo articolo non era criticare situazioni specifiche ma bensi' far riflettere su uno stato di cose in cui siamo immersi e il cui cambiamento puo' essere considerato solo un'utopia.

PAUL


postato da: PaulTRICHECO alle ore 19:15 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, politica, società
mercoledì, 21 settembre 2005

Le cose belle della vita sono

o

IMMORALI

o

ILLEGALI

oppure

FANNO INGRASSARE

 


postato da: PaulTRICHECO alle ore 13:38 | link | commenti (6)
categorie: pensieri, humor
martedì, 20 settembre 2005

Alivetoothpaste

Una deviazione di Tirofisso


postato da: Tont alle ore 11:58 | link | commenti (1)
categorie: immagini
sabato, 17 settembre 2005

Twisted Smile

A deviation by ~Morbidmic (© 2004-2005)

http://www.deviantart.com


postato da: PaulTRICHECO alle ore 12:08 | link | commenti (7)
categorie: immagini
lunedì, 12 settembre 2005

SI RICOMINCIA!!!


postato da: PaulTRICHECO alle ore 18:56 | link | commenti (2)
categorie: immagini, humor

-Assaporeremo le isole e il mare-

 

 Io so che una notte

In qualche camera da letto

Presto

Le mie dita

Scivoleranno

Tra

Morbidi capelli

Puliti

 Canzoni che nessuna radio

Trasmette

 Tutta la tristezza, sogghignando

In cascata.

 

C. Bukowski


postato da: Tont alle ore 10:24 | link | commenti (5)
categorie: pensieri
domenica, 11 settembre 2005


AFTERHOURS - MALE DI MIELE

La sicurezza ha un ventre tenero

ma è un demonio steso tra di noi

Ti manca e quindi puoi non crederlo

ma io non mi sentivo libero

E non è dolce essere unici

ma se hai un proiettile ti libero

Gli errrori veri son più forti poi

quando fan finta di essere morti lo sai

Copriti bene se ti senti fredda

hai la pressione bassa nell'anima

Com'è strano il sapore che riesco a sentire

Male di miele

male di miele

E la grandezza della mia morale

è proporzionale al mio successo

Così ho rifatto il letto al meglio sai

che sembra non ci abbiam dormito mai

Copriti bene se ti senti fredda

hai la pressione bassa nell'anima

Com'è strano il sapore che riesco a sentire

Male di miele

male di miele

Ti do le stesse possibilità

di neve al centro dell'inferno, ti va?

Male di miele

male di miele

Male di miele

male di miele


postato da: PaulTRICHECO alle ore 22:19 | link | commenti (3)
categorie: canzoni

LA FESTA CI HA SORRISO ANCORA... SI TORNA A CASA SENZA MORTI...ED E' GIA' UN SUCCESSO..

...UN SALUTO A TUTTI QUELLI CHE HO VISTO...


postato da: PaulTRICHECO alle ore 10:28 | link | commenti
categorie: pensieri
mercoledì, 07 settembre 2005


postato da: PaulTRICHECO alle ore 23:04 | link | commenti
categorie: immagini, politica, humor, società

THANKS TO FABIOFORMASPIRE

L'IMPORTANTE E' CHE NON CI TOLGANO LA POESIA


postato da: PaulTRICHECO alle ore 22:57 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, immagini, humor