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Utente: PaulTRICHECO
Il Tricheco è il nuovo che avanza, un gruppo forte e con obiettivi ben chiari.. ne faranno di strada (Repubblica) .... Sono più fastidiosi di Luttazzi invitato dalla Guzzanti ad un programma di Santoro (Libero)

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martedì, 07 giugno 2005

Nella seconda metà del 2004 il petrolio greggio veniva quotato tra i 50 e i 55 dollari Usa al barile che, fatte le opportune trasformazioni corrispondeva a oltre 300 euro la tonnellata. Tra i vari prodotti derivati dalla sua raffinazione la benzina (fissandone il prezzo a 1,2 euro al litro) veniva a costare circa 1600 euro la tonnellata, con un rincaro dalla materia prima di circa 1300 euro (di cui 2/3 di tasse) !! Inoltre la stima delle riserve di petrolio (fatta anche dagli stessi petrolieri) varia dai 150 ai 200 miliardi di tonnellate che, continuando con l’estrazione attuale di 4 miliardi di tonnellate l’anno, si esaurirebbero in una cinquantina d’anni. E’ quindi più che mai opportuno e urgente una drastico cambiamento nelle tecniche di utilizzazione del petrolio nel campo dei trasporti, della produzione di elettricità e dei consumi domestici. Le alternative non sono molte e si possono elencare velocemente nominando il carbone, il nucleare e le fonti energetiche rinnovabili. Non discuterò in questo articolo dell’uso del carbone e del nucleare visto che si dovrebbero ormai sapere i vantaggi e i rischi che derivano dall’uso di queste tecniche: il mio discorso sarà incentrato sulle fonti rinnovabili e, in particolare, sulla produzione e l’uso dell’alcol etilico. Bisogna sapere che prodotti come il biodiesel e l’alcol etilico (etanolo) vengono prodotti usando i processi di fotosintesi agenti sulle cosiddette “biomasse”, presenti nei materiali agricoli e forestali. In particolare l’alcol etilico presenta un potere calorifico (21 MJ/l) totalmente confrontabile con quello della benzina (32 MJ/l); potrebbe quindi essere usato come carburante nei motori a scoppio, da solo o miscelato a benzina. L’alcool etilico poi, dato il suo elevato numero di ottani, permetterebbe (se miscelato a benzina) di evitare l’aggiunta di antidetonanti (spesso a base di piombo) e additivi, prodotti celebri per la tossicità e l’impatto ambientale. Usando nel proprio motore una miscela benzinaalcol (in cui l’alcol deve essere tenuto, per evitare modifiche, inferiore al 20%) si ottengono gas di scarico con minor contenuto di ossidi di azoto e di ossido di carbonio, quindi meno inquinanti. Durante la combustione si forma però dell’anidride carbonica che è però la stessa anidride che è stata fissata in precedenza durante la fotosintesi da cui è stato ricavato l’alcol. Gli oppositori dell’alcol carburante sostengono che il costo monetario di produzione dell’alcol è superiore a quello della benzina e che quindi l’uso di questo carburante dovrebbe essere, almeno in parte, sovvenzionato dallo stato e quindi dai cittadini. Tutto questo è vero anche se tale sovvenzione sarebbe compensata dalla creazione di occupazione nel campo agricolo e della distillazione. Oggi è possibile ricavare alcol etilico anche da materiali cellulosici presenti nei residui del legno, nelle foglie secche, nei sottoprodotti agricoli come la paglia e i tutoli di granoturco e anche dalla carta straccia che non viene riciclata. Per produrre biomassa in Italia avremmo 3 milioni di ettari di terreni agricoli abbandonati: da un solo milione di tali ettari si otterrebbe tanto carburante da sostituire oltre il 5 per cento dei consumi di benzina con un “valore monetario” di circa 1 miliardo di euro all’anno che si tradurrebbe in lavoro nei settori agroforestali e industriali. Per concludere con una domanda ci si potrebbe chiedere: “Perché ci sono tutte le possibilità per un cambiamento di tendenza che porterebbe vantaggi sia ambientali che economici e non se ne fa niente?”. Non sostengo che sia possibile rinunciare di punto in bianco al petrolio ma l’uso di combustibili alternativi potrebbe anche avere l’effetto di mettere pressione alle multinazionali del petrolio che potrebbero adottare una linea “più accomodante” nelle loro forniture, non essendo più in condizione di monopolio puro. [ Fonti: articolo di Giorgio Nebbia pubblicato sul mensile Verde- Ambiente del 04/05/2004 ] Paul

postato da: PaulTRICHECO alle ore 19:16 | link | commenti (12)
categorie: società
lunedì, 06 giugno 2005

Attivo il nuovo blog de "IL TRICHECO". A breve verranno pubblicati i nostri link e le nostre iniziative .Bella a tutti! p.s. Mi raccomando la registrazione!!!

postato da: PaulTRICHECO alle ore 23:18 | link | commenti (3)
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